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 Presentazione  Struttura dell'Archivio

Il Comune di Roma, nato da una rivoluzione popolare nel 1143, dopo una prima fase, durante la quale le attribuzioni amministrative e giudiziarie erano assegnate alla magistratura del Senatore, nel corso del XIV e XV secolo si strutturò in due settori: la Camera Capitolina, con funzioni principalmente amministrative, al cui vertice erano i Conservatori, e la Curia Capitolina, presieduta dal Senatore, con funzioni esclusivamente giudiziarie.

La Camera Capitolina provvedeva al pagamento degli stipendi ai lettori della Sapienza (Università di Roma), alla gestione delle mura e alla custodia delle porte, all'approvvigionamento dei generi di prima necessità, al controllo igienico sugli alimenti, all'organizzazione dei giochi di Testaccio, alla manutenzione degli edifici di proprietà del Popolo Romano, alla tutela delle antichità della città, alla manutenzione del tratto comunale dell'acquedotto Felice, all'amministrazione dei feudi del Popolo Romano.

Le entrate comunali erano costituite principalmente dai proventi delle tasse sul grano, sulle merci che transitavano nei porti di Ripa e Ripetta, sulla carne, sulle pelli, sulla neve, sul vino, sul fieno e sulla legna, dai proventi dei giochi agonali che ogni anno venivano celebrati al Testaccio, da quelli delle cause civili e criminali discusse dal Tribunale del Campidoglio, nonché dalla vendita di una serie di uffici e dall' emissione di luoghi di monti comunali.

L'Archivio della Camera Capitolina (sec. XVI-1847) conserva gli atti relativi all'amministrazione comunale, dal Rinascimento fino alla Riforma di Pio IX del 1847. Le serie più importanti sono costituite dai registri dei Decreti dei Consigli e dei Magistrati del Popolo Romano (dal 1694 denominati della Congregazione Economica), che iniziano nel 1515 e documentano l'attività politico-amministrativa del Comune fino al 1847, quelli dei mandati di pagamento e dalle giustificazioni di pagamento.

L'Archivio conserva anche un'ampia raccolta di statuti delle università romane di arti e mestieri.
Nella metà del XVIII secolo, Benedetto XIV donò all'Archivio della Camera la collezione dei manoscritti di Francesco Valesio, tra i quali vi sono importanti diari che abbracciano la storia di Roma dal XV al XVIII secolo.

Con il motu proprio di Pio IX del 1847, che affida alla rinnovata struttura municipale quelle competenze e quei compiti istituzionali che ne faranno un organismo preposto all'erogazione di servizi nell'ambito cittadino, viene istituito il moderno Comune di Roma.

Abolita l'antica struttura della Camera Capitolina, furono istituiti il Consiglio Comunale, organo deliberante rappresentativo dei ceti dei nobili, dei possidenti, dei professionisti e dei commercianti, e una Giunta esecutiva, composta dal Senatore e da otto Conservatori.

Le competenze del Comune in questo periodo e fino al 1870 vennero attribuite ad 8 sezioni amministrative relative alla pubblica istruzione, ai monumenti antichi e moderni, al commercio e all'industria, alla polizia rurale, e alla guardia civica, alla beneficenza e alla sanità, alle acque e alle strade, all'edilizia cittadina e alla nettezza urbana.

La documentazione prodotta nella gestione dei servizi costituisce l'Archivio del Comune Pontificio, la parte più cospicua del quale è organizzata in 76 titoli, ognuno dei quali raccoglie gli atti prodotti dai vari uffici nell'espletamento di una singola specifica competenza.

Nel 1870, il'unità nazionale e il ruolo di capitale produssero una profonda trasformazione nella struttura del Comune. Il Consiglio Comunale divenne elettivo, furono soppresse le cariche del Senatore e dei Conservatori e create le nuove figure istituzionali del Sindaco e degli Assessori. Gli uffici vennero riorganizzati e la documentazione prodotta a partire dal 1870 costituisce l'Archivio post-unitario. Una parte di essa fu archiviata secondo il vecchio Titolario, che passò da 76 a 87 titoli e che si venne incrementando fino al 1922, anno in cui fu abolito il protocollo generale e la conseguente archiviazione per titoli. A questo fondo si affiancarono una serie di archivi prodotti da singoli uffici che, trattenendo presso di sé la documentazione, costituirono propri archivi, ordinati secondo diversi criteri.

Accanto alla documentazione per titoli, relativa a tutta l'attività svolta dall'amministrazione comunale, emergono per la loro importanza alcuni fondi prodotti dagli uffici: Piano Regolatore, Ispettorato Edilizio, Ripartizione X Antichità e Belle Arti, oltre alla serie dei verbali delle deliberazioni del Consiglio e della Giunta (1871-1982), che costituiscono punto di partenza obbligato per qualsiasi ricerca sul Comune moderno.

L'Archivio Urbano, istituito dal Urbano VIII nel 1625 come archivio di sicurezza degli atti notarili, conserva le copie conformi dei rogiti stipulati a Roma dal 1625 al 1871 e circa mille volumi di atti notarili originali a partire dal secolo XIV. Nel 1847 Pio IX ne affidò la gestione al Municipio romano. Dopo il 1871 la legislazione sul notariato tolse al comune la prerogativa della conservazione degli archivi notarili, affidandola allo Stato.

La consultazione dei protocolli notarili è resa agevole da una serie di rubriche alfabetiche per nomi dei contraenti che consentono di risalire alla data e al notaio dell'atto.


ARCHIVI FAMILIARI
Fin dall'inizio di questo secolo, l'Archivio Capitolino ha provveduto ad acquisire, per donazione o acquisto, una serie di archivi gentilizi di importanti famiglie romane: Orsini, Cardelli, Capranica, Boccapaduli, Brazzà.

All'interno di questi fondi, a causa di progressivi e complessi intrecci di parentela, si trovano parti di archivi di altre famiglie, a volte molto consistenti.
L'Archivio Cardelli, contiene gli archivi Capponi, Alveri e Velli; l'Archivio Boccapaduli comprende le carte Bellarmino; Il Capranica le carte di molte altre famiglie tra le quali del Grillo e Scarlatti; l'archivio Brazzà contiene a sua volta le carte Maccarani, Cenci, Ghisleri.
Negli archivi di queste famiglie spesso viene conservata documentazione relativa agli incarichi pubblici ricoperti da alcuni membri, documentazione che consente in parte di colmare le lacune degli antichi archivi istituzionali.

 
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ARCHIVIO STORICO CAPITOLINO - Progetto a cura di ADWeb